Al momento stai visualizzando AUTOVEICOLI A MOTORE ELETTRICO: I RISCHI

AUTOVEICOLI A MOTORE ELETTRICO: I RISCHI

Il rischio elettrico per i veicoli

In questo articolo parleremo del rischio elettrico nel campo delle vetture ibride ed elettriche, facendo luce sulle problematiche elettriche e presentando le regolamentazioni vigenti in Europa e in Italia per quanto concerne il safety work nelle riparazioni.

È bene avere chiara innanzitutto, la norma “regina” in Italia nel campo delle applicazioni elettriche: la norma di riferimento è la CEI 11-27, attualmente alla quarta edizione (2014) che è intitolata “Lavori su impianti elettrici” e si basa sulla norma Europea EN 50110-1 (2014) che è intitolata “Esercizio degli impianti elettrici”.

La Norma si applica a tutti i lavori elettrici ed anche ai lavori non elettrici in vicinanza di impianti elettrici; per i lavori sotto tensione si fa riferimento a tensioni inferiori a 1000V in AC (Alternative Current – Corrente Alternata) o 1500V in DC (Direct Current – Corrente Diretta). In definitiva: le Norme CEI, in larga maggioranza recepimenti di documenti normativi internazionali, costituiscono uno strumento univoco e ben codificato per soddisfare le prescrizioni di natura obbligatoria previste dalla legislazione nazionale ed europea.

Il processo di normazione tecnica si basa sul principio del consenso, a seguito della partecipazione e della collaborazione di tutte le parti interessate. Un progetto di norma nasce per rispondere a specifiche esigenze espresse dal mercato di disporre di riferimenti condivisi a livello nazionale (europeo o internazionale) . Vengono definite 4 categorie di tensione limite dalla norma CEI 64-8/2:2012 Impianti Elettrici Utilizzatori, a seconda dei livelli di tensione su cui l’operatore lavora, cui possiamo definire i campi di applicazioni, basandosi sulle tensioni di lavoro presenti nei veicoli elettrici e ibridi.

Legislazione, norme e regole tecniche

è opportuno ricordare che l’organo preposto a regolamentare le Norme che definiscono le operazioni di lavoro ove sia presente rischio elettrico è il C.E.I. (Comitato Elettrotecnico Italiano)
che a sua volta deve far riferimento all’organo di regolamentazione europeo, il CENELEC (European Commitee for Electrotechnical Standardization) oppure, in mancanza di riferimenti diretti, ci si riferisce all’organismo internazionale quale è l’IEC (International Electrotechnical Comission).

Seguendo le predisposizioni fornite dall’ente normatore come ad esempio il CEI, per il lavoro elettrico è condizione sufficiente ma non necessaria per costruire una macchina o un impianto a regola d’arte, seguendo dunque tutti gli obblighi legislativi. Nel caso non dovessero essere seguite le disposizioni dell’ente normativo di riferimento, è necessario riportare opportune modifiche, che dovranno essere validate, su determinati documenti come ad esempio il Fascicolo Tecnico di un prodotto immesso sul mercato. Fondamentale è distinguere la differenza tra norme tecniche e regole tecniche: le prime sono specifiche tecniche approvate da un ente di riferimento riconosciuto (ad es. CEI) per applicazioni continuative e ripetitive; inoltre sono per definizione non obbligatorie, ma se seguite ed applicate danno la presunzione di conformità; mentre le seconde sono specifiche tecniche emanate da autorità pubbliche sotto forma di decreti legge con osservanza obbligatoria. Nella trattazione non si è ancora parlato invece della differenza tra due norme tecniche applicabili in questo ambito: la CEI 11-27 si applica alle operazioni e attività di lavoro sugli impianti elettrici ad essi connesse e nelle vicinanze, quindi è riferita al lavoro elettrico, mentre la CEI EN 50110-1 si riferisce all’esercizio degli impianti elettrici, applicabile a tutte le modalità operative di attività di lavoro sugli impianti elettrici.

La CEI 11-27 contiene dunque tutte le regolamentazioni sui lavori elettrici in Bassa Tensione in campo Nazionale integrando il regolamento europeo CEI EN 50110-1, considerando prioritaria
l’informativa riguardante la Sicurezza sul Lavoro esposta nel D.lgs. 9 Aprile 2008 [6]. L’applicazione corretta della Norma CEI 11-27 prevede la stesura del D.V.R. (Documento di Valutazione del Rischio) previsto del D.lgs. 9 Aprile 2008 n.81, con conseguente pianificazione del luogo di lavoro e degli interventi da effettuare, oltre che la definizione dei ruoli all’interno dell’azienda. È inoltre prevista l’indicazione obbligatoria di misure di prevenzione e dei Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.).

 

Facciamo chiarezza sul personale addetto al lavoro elettrico

Come in qualsiasi altro ambito dove si pratica il lavoro elettrico, anche nel campo automotive con vetture ibride ed elettriche, il personale deve essere qualificato e deve aver seguito un processo formativo dedito all’abilitazione della figura professionale.

Infatti la CEI 11-27, dice che senza l’autorizzazione della persona preposta alla conduzione del lavoro, nessuna attività
che comprenda un lavoro elettrico può essere avviata.

È dunque necessario che in questi settori, in particolare quello dell’automotive, che comporta un elevato tasso di rischio anche a livello
umano, le figure operanti siano preparate e professionalmente istruite per lavori fuori tensione
o in prossimità e sotto tensione.

L’addetto ai lavori può ricevere tre nomine differenti:

PES. Acronimo di Persona Esperta, con istruzione, conoscenza ed esperienza rilevanti tali da consentirle di analizzare i rischi e di evitare i pericoli che l’elettricità può creare. Esso deve
conoscere le categorie di norme applicabili, pertinenti all’impiantistica elettrica; deve avere nozioni riguardanti l’elettrocuzione, le procedure generali da perseguire con la documentazione necessaria e un’ottima conoscenza dei D.P.I. Esistono due livelli di attribuzione di PES (1A-2A) a seconda dell’ambito lavorativo in cui vengono inseriti e in base al livello di formazione ricevuto.
Il livello 1A prevede una conoscenza teorica approfondita, mentre il 2A conoscenze pratiche e tecniche. Il PES deve conoscere nel dettaglio la componentistica descritta nel capitolo 2, deve
saper illustrare con chiarezza il funzionamento delle apparecchiature elettroniche in questione agli altri operatori, inoltre, nel caso della riparazione meccanica, una dovuta conoscenza in
ambito motoristico ed elettrico.

PAV. Acronimo di Persona Avvertita, ovvero personale adeguatamente avvisato da PES per metterla nelle condizioni di evitare pericoli concernenti rischio elettrico. Esso non possiede tutte
le caratteristiche per soddisfare lo status di PES, soddisfandone solo alcuni in parte. La figura di PAV non è una figura lavorativa autonoma, ovvero deve sempre fare riferimento a indicazioni provenienti da PES.

PEC. Acronimo di Persona Comune, non esperta e non avvertita al rischio generico elettrico. Nel caso in cui però vi sia presenza di rischi elettrici eliminati e una supervisione del PEC da parte di
PES o PAV, oppure con sorveglianza delle stesse figure superiori venendo meno la risoluzione di rischi elettrici, il PEC è in possibilità di operare. Autonomamente il PEC può eseguire piccoli
interventi come sostituzione di batterie 12V o lampadine, altrimenti cablaggi o fusibili, purché il materiale utilizzato sia conforme e la PEC sia stata adeguatamente informata sulle
problematiche inerenti all’intervento che deve eseguire. La figura della persona comune può essere identificata come un autoriparatore che deve operare sulla vettura ibrida o elettrica che
è soggetta a manutenzione, deve essere dunque guidato da personale esperto o avvertito per prima cosa a verificare l’assenza di tensione pericolosa, e in secondo luogo deve essere
informato sulle pericolosità e i problemi che le parti attive come possono essere inverter, blocco batterie e lo stesso motore elettrico possono causare, adoperando inoltre opportuni strumenti
protettivi.

L’attribuzione della condizione di PES e PAV è di esclusiva pertinenza del datore di lavoro, formalizzandola per iscritto nell’ambito aziendale. I lavori sotto sistemi di categoria 0 e 1 sono
dunque eseguibili da parte di personale idoneo con qualifica PES o PAV, ove l’idoneità è la condizione per la quale ad una persona esperta è riconosciuta la capacità di eseguire lavori
specifici sotto tensione.

Prevede inoltre che il personale idoneo sia in possesso di qualità disciplinari e professionali, che possono venire meno con il passare del tempo qualora, per
alcune tipologie di lavoro elettrico, un operatore non dovesse più soddisfare i requisiti richiesti.

Come spesso accade nelle piccole medie e imprese, non è necessario che il datore di lavoro (ilquale coincide con l’operatore) debba possedere un documento di qualifica, ma deve
dimostrare l’idoneità mediante un’autocertificazione.

 

 

Lascia un commento