Innovation Management: cos’è, a cosa serve.

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Innovation Management significa oggi gestione dell’innovazione digitale ed è una priorità imprescindibile per tutte le aziende. Occorre definire processi e meccanismi di coordinamento e cooperazione tra le direzioni aziendali per rendere digitali i processi e i servizi, sotto la guida di un Innovation Manager.

Il processo di innovazione è diventato nel tempo sempre più agile, interattivo e aperto ad un ecosistema di attori esterni che va oltre i tradizionali fornitori di tecnologie e servizi ICT, come le startup e le università (Open Innovation).

Esploratore, evangelista e abilitatore, con capacità di leadership e visione strategica. L’identikit, tracciato dalla Digital Transformation Academy del Politecnico di Milano, di una figura professionale emergente, sempre più ricercata dalle aziende alle prese con la digitalizzazione dei processi.

La digitalizzazione dei processi sta portando sempre più spesso le organizzazioni a ricercare nuove figure professionali che fino a ieri erano inesistenti. (aggiornamento: il Mise ha approvato un decreto che prevede incentivi per le aziende che introducono questa figura in azienda).

Ad aver già introdotto questo ruolo è il 27% delle imprese con più di 50 dipendenti, secondo le stime della Digital Transformation Academy degli Osservatori Digital Innovation.

In alcuni di questi casi non si parla solo di una figura ma addirittura di una Direzione Innovation Management, gemmata all’interno della Direzione ICT, o come riporto di un’altra Direzione o del Vertice stesso, in alcuni casi diffusa in cellule in tutta l’organizzazione.

Come funziona il Voucher Innovation Manager

Il decreto attuativo del 7 maggio 2019 fissa i requisiti generali per accedere al voucher. Il contributo è rivolto alle PMI e alle reti di imprese che hanno assunto risorse manageriali per favorire processi di digitalizzazione, l’Innovation Manager appunto. Il contratto di rete dovrebbe prevedere un minimo di tre imprese.

Il voucher è diversificato in base alla tipologia di impresa che ne fa richiesta:

  • per le micro e piccole imprese il contributo è pari al 50% dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 40mila euro,
  • per le medie imprese è del 30% entro il limite massimo di 25mila euro,
  • nel caso dei contratti di rete il voucher è del 50% entro il limite massimo di 80mila euro.

Le spese ammissibili al contributo devono essere sostenute a titolo di compenso per le prestazioni di consulenza specialistica rese da un manager dell’innovazione qualificato, indipendente e inserito temporaneamente, con un contratto di consulenza di durata non inferiore a nove mesi, nella struttura organizzativa dell’impresa o della rete.

Spese che devono indirizzare e supportare i processi di innovazione, trasformazione tecnologica e digitale attraverso l’applicazione di una o più delle seguenti tecnologie abilitanti:

  • a) big data e analisi dei dati;
  • b) cloud, fog e quantum computing;
  • c) cyber security;
  • d) integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei processi aziendali, anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale;
  • e) simulazione e sistemi cyberfisici;
  • f) prototipazione rapida;
  • g) sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA);
  • h) robotica avanzata e collaborativa;
  • i) interfaccia uomo-macchina;
  • l) manifattura additiva e stampa tridimensionale;
  • m) internet delle cose e delle macchine;
  • n) integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;
  • o) programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (il cosiddetto “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati;
  • p) programmi di open innovation.

Non solo. I voucher coprono anche una tipologia ben diverse di spesa, per consulenze volte ad orientare i processi di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali, attraverso:

  • a) l’applicazione di nuovi metodi organizzativi nelle pratiche commerciali, nelle strategie di gestione aziendale, nell’organizzazione del luogo di lavoro, a condizione che comportino un significativo processo di innovazione organizzativa dell’impresa;
  • b) l’avvio di percorsi finalizzati alla quotazione su mercati regolamentati o non regolamentati, alla partecipazione al Programma Elite, all’apertura del capitale di rischio a investitori indipendenti specializzati nel private equity o nel venture capital, all’utilizzo dei nuovi strumenti di finanza alternativa e digitale quali, a titolo esemplificativo, l’equity crowdfunding, l’invoice financing, l’emissione di minibond.